In occasione della Giornata Mondiale del Latte 2026, il campus di Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha ospitato “Milking the Future – Una visione globale, tra Scienza, Sviluppo e Persone”, iniziativa promossa da IRCAF per riflettere sul ruolo del settore lattiero-caseario nelle grandi sfide contemporanee legate alla sostenibilità, alla sicurezza alimentare e alla salute delle persone.
Introducendo il convegno, il professor Erminio Trevisi – chairman dell’incontro, direttore di IRCAF e del Dipartimento di Scienze animali, della nutrizione e degli alimenti (DiANA) dell’Università Cattolica – ha sottolineato l’importanza di un approccio all’alimento latte e alla sua produzione basato su dati e informazioni scientifiche, non su opinioni e fake news. Tra i momenti centrali della giornata, la keynote speech di Thanawat Tiensin, Director of the Animal Production and Health Division e Chief Veterinarian della FAO, che ha richiamato l’attenzione sulle grandi sfide che il settore lattiero-caseario si trova oggi ad affrontare a livello globale: dalla sicurezza alimentare agli effetti del cambiamento climatico, fino alla necessità di coniugare produttività e sostenibilità. Il rappresentante della FAO ha sottolineato come la trasformazione sostenibile della zootecnia debba fondarsi su innovazione, cooperazione internazionale e approcci basati su evidenze scientifiche, valorizzando il ruolo del latte come leva per la nutrizione, lo sviluppo rurale e la resilienza delle comunità agricole. Tiensin ha inoltre evidenziato l’importanza di costruire una narrazione “positiva, equilibrata e basata sui dati” per il futuro del comparto lattiero-caseario, promuovendo percorsi condivisi tra istituzioni, ricerca e filiera produttiva verso sistemi agroalimentari più sostenibili e inclusivi.
Ampio spazio è stato dedicato alla tavola rotonda sulla sostenibilità “a quattro petali” – ambientale, economica, sociale e nutrizionale – moderata dalla giornalista Claudia Molinari. Nel corso del confronto, il professor Paolo Ajmone Marsan dell’Università Cattolica ha richiamato il ruolo del miglioramento genetico e dell’evoluzione delle tecniche di allevamento nel favorire non solo la produzione di latte, ma anche l’efficienza e la sostenibilità del settore. Il professor Erminio Trevis ha illustrato il contributo della ricerca e dell’innovazione tecnologica ai temi della sostenibilità e del benessere animale, sottolineando come la zootecnia moderna rappresenti oggi uno degli strumenti più efficaci per garantire condizioni controllate e tutelanti sia per gli animali sia per gli operatori. Altro importante punto di vista è stato portato da Biagio Maria Amico – ricercatore presso l’Invernizzi Agri-LAB dell’Università Bocconi – che si è soffermato sul valore economico e sociale della filiera lattiero-casearia, ricordando come la sola zootecnia generi circa 180 miliardi di euro, pari all’8% del PIL nazionale, e come il comparto latte rappresenti un settore strategico per il Paese anche grazie alle 57 indicazioni geografiche riconosciute. A concludere la Tavola rotonda è stato il contributo della professoressa Margherita Dall’Asta – sempre dell’Università Cattolica – che ha evidenziato l’importanza alimentare del latte come fonte di nutrienti essenziali e altamente biodisponibili, invitando a superare le numerose fake news che ancora circolano sul consumo di latte e derivati, che restano alimenti da includere quotidianamente in una dieta equilibrata.
Nel suo intervento programmato, il professor Giuseppe Bertoni, che con il Centro Unicatt C3S segue diversi progetti di cooperazione con i Paesi a basso reddito, ha mostrato come gli alimenti di origine animale impattino positivamente persino sull’apprendimento dei bambini a scuola. E per sviluppare la produzione di questi alimenti sia necessaria, in quelle aree, aumentare il tasso di meccanizzazione e dunque di produttività per avere più pascolo o foraggi a parità di capi allevati. E ancora, grazie al contributo della professoressa Greta Castellini, psicologa dei consumi, sono stati affrontati anche i temi legati al rapporto tra consumatori e latte, tra percezioni, comportamenti e disinformazione.
“Milking the Future” ha così confermato la volontà di costruire uno spazio di dialogo condiviso tra ricerca, operatori, istituzioni e cittadini, rafforzando la consapevolezza del legame tra allevamenti, territorio e produzioni lattiero-casearie e del contributo che questa filiera può offrire alle sfide globali della sostenibilità, della sicurezza alimentare e della salute pubblica.
