Il 17 giugno si celebra la Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione e alla siccità, istituita dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione su due delle principali sfide ambientali globali: il degrado del suolo e la scarsità d’acqua. Si tratta di fenomeni strettamente legati ai cambiamenti climatici e alle attività umane, con effetti diretti sulla produzione alimentare, sugli ecosistemi e sulla vita delle comunità rurali.
Il tema scelto per la recente edizione,“Rangelands: Recognize. Respect. Restore”, punta i riflettori sui pascoli e sugli ecosistemi di prateria. Si tratta di ambienti spesso poco considerati, ma fondamentali per il funzionamento degli equilibri naturali e dei sistemi agroalimentari.
I pascoli coprono oltre la metà della superficie terrestre non coperta da ghiacci e rappresentano la base per l’allevamento estensivo, da cui dipendono i mezzi di sussistenza di circa due miliardi di persone nel mondo. Oltre alla funzione produttiva, questi ecosistemi svolgono un ruolo cruciale per l’ambiente: aiutano a immagazzinare carbonio nei suoli, regolano il ciclo dell’acqua, limitano l’erosione e contribuiscono alla biodiversità. Secondo le Nazioni Unite, fino al 40% dei suoli globali è oggi degradato, una condizione che riduce la fertilità della terra e aumenta la vulnerabilità alle siccità.
L’importanza dei pascoli per la biodiversità
Ecco perché queste aree possono diventare una risorsa strategica per affrontare la crisi climatica. «I pascoli – ci spiega Fiorenzo Piccioli Cappelli, ricercatore all’Università Cattolica – rappresentano una forma di alimentazione degli animali con costi di produzione, economici e ambientali (LCA) per latte, carne e lana assai inferiori rispetto agli alimenti dati in stalla (non c’è raccolta, movimentazione, conservazione, distribuzione, etc.). servono però studi appropriati per evitare sovra- e sotto- pascolamento che ne possono determinare il degrado talvolta irreversibile e l’intervento dell’uomo per eliminare le essenze non consumate dagli animali e garantirne il benessere: disponibilità acqua, ripari per il sole o per le piogge, difesa da parassiti e predatori».
Pascoli e innovazione: agroecologia e monitoraggio satellitare
Se gestiti in modo sostenibile, infatti, possono contribuire a ridurre le emissioni di gas serra grazie alla capacità dei suoli di assorbire carbonio, e allo stesso tempo rafforzare la resistenza dei territori agli eventi climatici estremi. La ricerca scientifica sta giocando un ruolo sempre più importante in questa direzione. Nuovi approcci come il pascolo rigenerativo, l’agroecologia e il monitoraggio satellitare dei suoli stanno permettendo di comprendere meglio lo stato di salute degli ecosistemi e di migliorare la gestione delle risorse naturali.
La tutela dei pascoli si inserisce inoltre negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare quelli legati alla lotta alla fame, alla protezione del clima e alla salvaguardia della vita sulla Terra.
La Giornata del 17 giugno ricorda quindi un concetto chiave: la salute del suolo è alla base della sicurezza alimentare e della stabilità climatica. Proteggerlo significa investire nella capacità dei territori di affrontare un futuro sempre più segnato da siccità, eventi estremi e pressioni ambientali.
FAQ
Che importanza hanno i pascoli?
I pascoli coprono oltre la metà della superficie terrestre non coperta da ghiacci e rappresentano la base per l’allevamento estensivo.
Che funzione ambientale hanno i pascoli?
Possono contribuire a ridurre le emissioni di gas serra grazie alla capacità dei suoli di assorbire carbonio, e allo stesso tempo rafforzare la resistenza dei territori agli eventi climatici estremi.
C’è spazio per la innovazione nei pascoli?
Sì, grazie alla agroecologia e a tecnologie quali la rilevazione satellitare
