Come rendere più sostenibile la produzione di carne bovina senza compromettere la redditività e il benessere animale? Di questo si è parlato nel seminario tenutosi presso il campus di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha visto la partecipazione di Xabier Díaz de Otálora e di numerosi esperti del settore agro-zootecnico.
Al centro dell’incontro la presentazione del documento “Code of Good Practice – Beef Cattle”, sviluppato nell’ambito della rete scientifica REMEDIA e promosso da PROVACUNO, l’organizzazione interprofessionale spagnola della carne bovina.
Il Codice rappresenta uno dei pilastri della strategia spagnola per la neutralità carbonica al 2050, un piano ambizioso che mira a ridurre le emissioni di gas serra e a migliorare la sostenibilità del comparto zootecnico.
Il seminario è stato un importante momento di confronto scientifico, durante il quale sono stati illustrati i contenuti del documento: oltre cinquanta misure pratiche basate su solide evidenze scientifiche, suddivise in cinque aree chiave.
• Gestione dell’alimentazione: dall’uso di fonti proteiche locali alla formulazione di razioni bilanciate e alla riduzione degli sprechi, con l’obiettivo di diminuire le emissioni di metano enterico e ottimizzare l’efficienza alimentare.
• Ottimizzazione dei processi ruminali: grazie a integratori naturali, probiotici e strategie nutrizionali che modulano la fermentazione nel rumine, favorendo la riduzione del metano prodotto dagli animali.
• Genetica e gestione dell’allevamento: selezione di animali più efficienti, miglioramento della fertilità e della salute, aumento della longevità e uso di tecnologie di allevamento di precisione per monitorare e ridurre gli impatti ambientali.
• Gestione dei reflui zootecnici: tecniche come la copertura delle vasche di stoccaggio, la separazione solido-liquido, il compostaggio e la digestione anaerobica permettono di ridurre le emissioni di metano e protossido di azoto, valorizzando al contempo i reflui come fertilizzanti.
• Gestione dei pascoli e delle colture: pratiche agronomiche come il pascolamento razionale, l’uso di leguminose, la concimazione organica e la conservazione delle aree prative e agroforestali contribuiscono al sequestro del carbonio nel suolo e al miglioramento della biodiversità.
Secondo i ricercatori della rete REMEDIA, queste misure, se opportunamente adattate alle diverse realtà produttive, possono ridurre le emissioni fino al 30% e migliorare la resilienza dei sistemi zootecnici.
Durante il seminario si è sottolineato inoltre l’importanza di un approccio multidisciplinare, che unisce scienza, innovazione tecnologica e conoscenze pratiche degli allevatori, con l’obiettivo di costruire un modello produttivo capace di coniugare efficienza, benessere animale e tutela ambientale.
L’incontro di Piacenza ha rappresentato un’occasione preziosa di dialogo tra professori, ricercatori, dottorandi, studenti dei corsi di laurea magistrale e triennale della Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali e professionisti del settore. Un momento di confronto che ha confermato l’importanza del trasferimento delle conoscenze scientifiche alla pratica quotidiana, elemento chiave per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità del comparto agroalimentare europeo.
